Spettacolo

Lo spettacolo degli Sbandieratori Cavensi proietta lo spettatore in un’atmosfera d’altri tempi. Le esibizioni degli alfieri, in gruppo, in coppia o singole, esaltano l’armonica unione dei corpi in movimento con una o più bandiere, accompagnati da musiche di ispirazione medievale eseguite da timpani e chiarine: tali esercizi si trasformano in un affascinante spettacolo coreografico, arricchito ancor di più dai fastosi costumi e dalle aggraziate movenze dei figuranti del corteo storico.
L’esibizione, che ha una durata variabile a seconda del tempo e dello spazio a disposizione, si apre con una coreografia di benvenuto che riproduce l’omaggio reso dagli alfieri dell’epoca ai notabili e alle dame. Si prosegue con le evoluzioni eseguite da uno, due, quattro o più figuranti, che possono utilizzare nell’esercizio una o più bandiere, fino ad arrivare ad un massimo di sette nel cosiddetto spettacolo del “singolo”. Ovviamente, all’aumentare del numero di bandiere corrisponde una maggiore difficoltà di esecuzione.

L’arte della bandiera necessita di una notevole preparazione fisica. La forza e la vigoria mentale necessarie alla sbandierata richiedono infatti un’ottima preparazione atletica e coordinazione, raggiungibili solo grazie ad un costante allenamento (un minimo di 6 ore settimanali fino alle 15 ore in prossimità di gare di rilievo nazionale e internazionale). Durante le esibizioni, gli sbandieratori e i musici danno prova della loro versatilità, puntando di volta in volta ad enfatizzare le diverse peculiarità: abilità atletiche nelle gare, cura delle coreografia e dell’aspetto scenografico nelle parate, valorizzazione degli elementi culturali nelle rievocazioni storiche.


Il “giuoco della bandiera” – Le origini

È estremamente difficile stabilire una data esatta per l'origine del "giuoco della bandiera". Le prime testimonianze risalgono ai periodi medievale e rinascimentale, con la figura dell’alfiere sbandierante, il quale era preposto a sventolare la bandiera durante le manovre militari allo scopo unico di segnalare visivamente, anche a distanza sostenuta, ordini e movimenti prestabiliti alle truppe durante le battaglie. Le stesse bandiere venivano poi usate anche in periodo di pace durante le parate: in queste occasioni l'alfiere portava i vessilli di nobili, papi, città o eserciti, facendo talvolta volteggiare anche le bandiere con le loro insegne.

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