L’arte della bandiera necessita di una notevole preparazione fisica. La forza e la vigoria mentale necessarie alla sbandierata richiedono infatti un’ottima preparazione atletica e coordinazione, raggiungibili solo grazie ad un costante allenamento (un minimo di 6 ore settimanali fino alle 15 ore in prossimità di gare di rilievo nazionale e internazionale). Durante le esibizioni, gli sbandieratori e i musici danno prova della loro versatilità, puntando di volta in volta ad enfatizzare le diverse peculiarità: abilità atletiche nelle gare, cura delle coreografia e dell’aspetto scenografico nelle parate, valorizzazione degli elementi culturali nelle rievocazioni storiche.
È estremamente difficile stabilire una data esatta per l'origine del "giuoco della bandiera". Le prime testimonianze risalgono ai periodi medievale e rinascimentale, con la figura dell’alfiere sbandierante, il quale era preposto a sventolare la bandiera durante le manovre militari allo scopo unico di segnalare visivamente, anche a distanza sostenuta, ordini e movimenti prestabiliti alle truppe durante le battaglie. Le stesse bandiere venivano poi usate anche in periodo di pace durante le parate: in queste occasioni l'alfiere portava i vessilli di nobili, papi, città o eserciti, facendo talvolta volteggiare anche le bandiere con le loro insegne.
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